giovedì 10 agosto 2017

Un articolo di Andy McDonald sulla "contestualizzazione": da non perdere

Vi segnalo un articolo recente di Andy McDonald, incentrato sul concetto di "contestualizzazione".

Andy è uno dei più brillanti maitre a penser nell'ambito dell'Information 4.0 ed uno dei fondatori di Information 4.0 Consortium, che riunisce esperti di Comunicazione Tecnica particolarmente sensibili all'evoluzione della professione nel mainstream dell'Industria 4.0.

L'articolo è molto dettagliato e non voglio togliervi il piacere di analizzarlo, quindi non voglio anticiparvi i miei commenti, lo farò in un prossimo post.

Vi segnalo solo uno dei concetti chiave: il contesto è una matrice multi-dimensionale.

Nel 2013, a Bologna, parlai di come le informazioni dovevano essere attivate e proposte all'utente in base al contesto e/o al task da realizzare e/o in base ad uno specifico evento.
Come esempio concreto, usavo il paradigma di un Help on Line contestuale.

La mia intuizione era molto primitiva rispetto al modello molto più elegante e versatile di cui parla Andy, ma l'idea di base era simile: ogni chunk di informazione può essere collegato ad un set di attributi (nel mio caso solo 3) per essere poi proposto all'utente nel modo, di volta in volta, più opportuno.

L'idea di una matrice multidimensionale di "descrittori" di un chunk di informazione, ci schiude una vasta gamma di possibilità, tutte ancora da esplorare.

Ma a questo punto, vi lascio alla lettura dell'articolo.

E vi segnalo anche:
- un altro articolo di McDonald sui fondamentali dell'Information 4.0
- un articolo sugli scenari dell'Industria 4.0 (del 2015, ma è ottimo per fissare le definizioni di base)

A presto.


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lunedì 3 luglio 2017

Cosa abbiamo imparato dalla CCMS MARATHON? Quando adottare un CCMS


Parafrasando Mao Ze Dong, potremmo dire che adottare un CCMS non è un pranzo di gala.
Ma quali sono i segnali che devo cogliere per decidere se adottare un CCMS?

Aldilà del prodotto che potete scegliere e del processo di migrazione che deciderete di adottare, prima di ogni cosa dovete capire quando è il momento di adottare un CCMS.

Ecco alcuni criteri ai quali potete rispondere con un SI o con un NO.

Se alla fine vi ritrovate ad aver risposto NO per almeno 3 volte, vuol dire che dovete fermarvi a riflettere; se invece avete risposto NO più di 3 volte, vuol dire che siete nei guai, in una misura proporzionale a quanti NO avete espresso.

  • Siete in grado (SI/NO) di scalare velocemente nelle diverse dimensioni di complessità (alcune di queste dimensioni sono state ben evidenziate dal Prof. Ziegler) del processo di gestione dei contenuti:
    1. tipo di prodotto
    2. set di contenuti per ogni tipo
    3. diverse versioni del set di contenuti per ogni tipo (con eventuale profilatura utente target)
    4. diverse varianti per ogni versione
    5. traduzione e localizzazione (attenzione, sono due cose diverse) dei contenuti in N lingue
    6. K output diversi
    7. H canali/dispositivi per la fruizione dei K diversi output
    8. customizzazione on demand dei contenuti
  • Siete in grado (SI/NO) di recuperare efficienza attraverso il cuncurrent authoring, parallelizzando la redazione per coinvolgere risorse aggiuntive al fine di gestire picchi di produzione
  • Siete in grado (SI/NO) di recuperare contenuti da fornitori e repository aziendali, più o meno strutturati, in diversi formati, in maniera asincrona lungo tutta la catena del processo.
  • Siete in grado (SI/NO) di integrare nel processo un data model standard (DITA, S1000D, etc.).
  • Siete in grado (SI/NO) di integrare nel processo degli standard redazionali (STE, ITS, etc.).
  • Siete in grado (SI/NO) di integrare nel processo una Guida di Stile custom.
  • Siete in grado (SI/NO) di combinare in modo ottimizzato  2 o 3 dei 3 pti precedenti nel vostro processo redazionale.
  • Siete in grado (SI/NO) di gestire un workflow basato sulla profilatura dei partecipanti al processo redazionale e sulla titolarità/ownership e sul version tracking dei contenuti.
  • Avete acquisito un cliente (SI/NO) che vi ha proposto una sfida che non potevate gestire con la vostra attuale linea redazionale.
  • Siete in grado di gestire un processo iterativo ed incrementale sulla qualità dei contenuti, basato sulla raccolta dei feedback e sull’analisi semi-automatica dei medesimi (SI/NO).
  • Siete in grado di integrare una fase semi-automatizzata di test della documentazione (SI/NO).
  • Siete in grado di adattare il vostro processo (SI/NO) tenendo conto in modo semi-automatico:
  • dell’evoluzione delle normative di settore
  • delle variazioni da apportare ai contenuti in funzione delle diverse normative richieste nei diversi paesi dove il prodotto viene venduto

Questa lista non pretende di essere esaustiva, e ognuno di questi ciriteri può essere declinato con un livello di dettaglio molto variabile.
Ma provate ad immaginare di poter rispondere SI a tutti i criteri senza usare un CCMS a supporto e poi fatemi vedere come fate. Leggi questo articolo...

giovedì 29 giugno 2017

Cosa abbiamo imparato dalla CCMS MARATHON 2017? Prima parte.

Il 15 Giugno scorso la COM&TEC ha organizzato la prima edizione di CCMS MARATHON, una giornata monografica dedicata ai Component Content Management System.


Per me è stato gratificante aver contribuito all'organizzazione di questo evento e aver ricevuto dal Direttivo COM&TEC il compito di condurre il Questions&Answers panel nel ruolo di moderatore.

Ma soprattutto è stato gratificante registrare i feedback positivi di tutti i partecipanti, che hanno partecipato attivamente alle sessioni di Smart Talking al termine di ogni intervento e hanno posto molte domande interessanti ai relatori.

Sul sito della COM&TEC potete trovare:
Inoltre, vi segnalo un ottimo articolo di Petra Dal Santo su Linkedin, che ha ripreso tutti gli elementi salienti della giornata e li ha innervati con il suo punto di vista.

Io partirò dall'articolo di Petra e sceglierò solo alcuni temi che mi hanno particolarmente colpito, per provare a dare la mia interpretazione sullo stato dell'arte dei CCMS.

La prima cosa che mi ha colpito nell’articolo di Petra è stato il titolo: siamo in una fase in cui dobbiamo “rifondare la comunicazione tecnica”.

E se questo “mantra” è già stato recepito nelle grandi o medie aziende, dove tipicamente la documentazione si sviluppa in casa, per le piccole aziende e per le aziende che offrono servizi di comunicazione tecnica è maturo il tempo per mettere in discussione i vecchi modelli.

Smettiamola di parlare di “manuali”: iniziamo a parlare solo di contenuti, di "redazione" e "gestione" del contenuto da proporre in diversi formati di output e modalità di utilizzo.

Se leggete questo blog, visto che parliamo di questi temi da almeno 5 anni, sono sicuro che siete perfettamente allineati.

Il “contenuto” è l’oggetto che ospita “l’informazione” sul prodotto e non è più un qualcosa che accompagna il prodotto ma che è parte integrante del prodotto stesso.

Il “contenuto” occupa uno spazio allo stesso tempo centrale e multidimensionale rispetto al prodotto e Petra identifica molto bene queste diverse dimensioni nel suo articolo, quindi non le riporto in questa sede.

Questa è la prima sfida che le aziende devono affrontare: gestire la multidimensionalità del contenuto presuppone una Content Strategy, altro termine non ancora troppo diffuso in Italia. Porre al centro i contenuti significa gestirne la granularità e amplificarne l’autoconsistenza, per poi poter aggregare dinamicamente insiemi di contenuti in N modi possibili, in K formati diversi, in base a criteri diversi e combinabili tra loro.

Il tutto, tenendo anche conto che tali contenuti non sono solo destinati ad essere letti da utenti umani, ma nel prossimo futuro saranno consumabili e prodotti da ecosistemi IoT, da Artificial Intelligence Engine o da altre infrastrutture tecnologiche 4.0.

In tutto questo, i CCMS fanno da substrato tecnologico per poter implementare una efficace Content Strategy. Quali sono le lezioni più interessanti che credo di aver imparato durante la CCMS MARATHON?

Tralascio scientemente gli aspetti legati al processo di adozione di un CCMS e di migrazione dei dati, partendo da un processo redazionale “tradizionale” ad una nuova content strategy coadiuvata da un CCMS.

Carlo Gardini ha prodotto uno use case veramente significativo in tal senso.
Questo primo step:
  • lo considero inevitabile al fine dellla “rifondazione della comunicazione tecnica” di un'azienda
  • è legato fortemente al contesto in cui si decide di adottare un CCMS ed è difficile definire delle regole che possono andar bene per tutti
Infatti, su questi punti, sia Carlo che altri relatori hanno fornito elementi di valutazione diversi e tutti parimenti interessanti, ma tutti non esaustivi, perchè se si inizia un'analisi di questo tipo in 100 aziende diverse, possono scaturire anche 100 strategie diverse.

Da parte mia, glisso su questo primo step e fra le tante idee ne seleziono 3:
  1. quali sono i segnali che devo cogliere per capire che il mio modo di fare documentazione non è più in grado di servire la mia logica di business? Cioè come mi accorgo che devo “rifondare i miei contenuti”?
  2. un CCMS, per un’azienda, non è un punto d’arrivo ma solo la tecnologia abilitante per arrivare alla “ingegnerizzazione dell’ecosistema dei contenuti”
  3. il prezzo dell’innovazione chi lo paga e come si gestisce? E come si modula nel breve, nel medio e nel lungo periodo?
Al prossimo articolo per approfondire il punto 1.

A presto.



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martedì 6 giugno 2017

Un sondaggio sui CCMS in attesa della CCMS MARATHON del 15 Giugno a Bologna

Affrettatevi, partecipate a questo sondaggio e date un contributo per disegnare lo stato dell'arte in Italia nell'utilizzo dei CCMS (Components Content Management System).

Il 15 Giugno a Bologna, nell'ambito del primo evento di questo genere in Italia, verranno delineati i risultati salienti del sondaggio.


Il sondaggio si chiude l'8 Giugno, quindi avete ancora 3 giorni.

Partecipate e poi venite con noi a Bologna.

:-)

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sabato 20 maggio 2017

CCMS Marathon 2017 - 15 Giugno, Bologna, Italia

Scusate per la lunga assenza, l'ultimo post è di Gennaio.
Ma il tempo è un bene prezioso e a volte bisogna dedicarlo a maggiori urgenze.

Ora però vi annuncio un appuntamento apeciale e vi invito a partecipare in molti.

Per la prima volta in Italia un evento monografico sui Component Content Management System (CCMS), interamente organizzato dalla COM&TEC: la CCMS Marathon 2017.

Come sapete, sono membro del Direttivo COM&TEC e siamo veramente fieri di aver ideato un evento di questo spessore.

6 esperti, riuniti in un’unica giornata, esporranno concrete esperienze applicative nell'uso dei CCMS per la gestione dei processi redazionali più efficaci finalizzati alla produzione di "Intelligent Contents".
6 presentazioni di use case reali, con approcci risolutivi differenti ed incentrati su ambiti applicativi diversi.
Denominatore comune: l'uso di un CCMS per ottimizzare i processi di documentazione tecnica richiesti dall'Industria 4.0.

Tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017, ho scritto una serie di articoli sul tema Contenuti 4.0.

Dal 2015 il dibattito ha iniziato a prendere corpo ovunque, specialmente nelle maggiori conferenze internazionali sulla Comunicazione Tecnica:
Contenuti 4.0, Information 4.0, Intelligent Information, Documentazione 4.0, Intelligent Content.

Ma la prima definizione di "Intelligent Content" è del 2008 ed è stata coniata Ann Rockley: "Intelligent content is structurally rich and semantically categorized and therefore automatically discoverable, reusable, reconfigurable, and adaptable." 

Quindi perchè il dibattito su questo tema esplode SOLO nel 2015?

La risposta è allo stesso tempo semplice e complessa, perchè è composta da un mosaico di aspetti, diversi ma complementari, che potremmo riassumere con l'espressione "cultura del contenuto".

Abbiamo avuto bisogno di alcuni anni per capire che è cambiata "l'unità di misura" della comunicazione tecnica: dal "manuale" al "contenuto molecolare", cioè da un oggetto gerarchico-sequenziale-monolitico-finito ad un oggetto di dimensione e granularità variabile, riusabile, aggregabile, configurabile, a cui possiamo associare tag e meta-dati, auto consistente, attivabile in base al contesto, ad un evento o ad un task specifico.

Per chi segue questo blog, non sono tematiche nuove: già nel 2013 avevo scritto una serie di articoli incentrati sul paradigma "dal monolitico al modulare".

Ma ho poi ripreso la tematica da diversi punti di vista e più volte negli anni seguenti: contenuto molecolare, attivabile secondo un approccio task/event/context driven, configurabile, multi-target e multicanale, aggiornabile in real-time e multilingua, che e si sviluppa/integra in tutto il ciclo di vita del prodotto.

E per governare tutto questo, abbiamo bisogno dei CCMS.

Di tutto ciò e di altro ancora si parlerà a Bologna.

Per avere maggiori dettagli, andate sul sito della COM&TEC.
Potete prendere in visione il programma e la lista dei relatori.
E poi, iscrivetevi!

Vi aspettiamo a Bologna il 15 Giugno!
NH Hotel Bologna De La Gare in Piazza XX Settembre, 2 – 40121 Leggi questo articolo...

giovedì 12 gennaio 2017

Un sondaggio per i Comunicatori Tecnici proposto dai colleghi tedeschi

Se avete 5 minuti (giuro, non più di 5), partecipate al sondaggio proposto dai colleghi di Tekom Europe, per fare una "fotografia" della nostra professione.

Questo è la pagina di partenza.

Dentro questa pagina trovate il link al sondaggio.

La prima scelta è quella relativa alla nazione di appartenenza.

Basta selezionare Italy e si parte.


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giovedì 29 dicembre 2016

Un concetto a settimana per i Comunicatori Tecnici

Ho scoperto questo sito che non conoscevo, ove i maggiori esperti mondiali di Comunicazione Tecnica, ogni settimana, illustrano la definizione di un concetto.

Il concetto che mi ha fatto incontrare questo sito è CCMS, illustrato dalla mia amica Nolwenn.

E' una specie di "sito terminologico" di base, utile soprattutto per chi inizia a muoversi nel mondo dei Contenuti 4.0 e deve fare i conti con "i fondamentali".

Ma è bella l'idea che i contributors siano tutti professionisti ben noti, che collaborano a realizzare una specie di antologia tascabile "smart" della Comunicazione Tecnica. Leggi questo articolo...

martedì 27 dicembre 2016

Quasi 7 anni di blog e 300.000 pagine visitate!

Il blog compie 7 anni ed oggi ha superato la soglia delle 300.000 pagine visitate.

 

Nel 2012 aveva superato soglia 100.000, all'inizio di Marzo.

Quindi siamo passati da una media di circa 33.000 pagine visitate nei primi 3 anni, a  circa 50.000 l'anno negli ultimi 4.

Ma al netto del dato analitico, in questi anni mi è capitato di frequente di incontrare colleghi che, dopo le presentazioni iniziali, mi hanno detto: "Ma tu sei l'Artigiano di Babele!" oppure "Ohh ma sei quello del blog, lo leggo spesso!".

Ecco, come ho già spiegato in più occasioni, il blog è stato una splendida palestra per me.
Mi "diverto" a scriverlo, ma per scrivere sono obbligato a studiare, quindi mi diverto a studiare e quando ci si diverte a fare qualcosa, questo qualcosa di solito "funziona".

Se è stato utile anche ad altri o se mi ha aiutato ad entrare in contatto con altri colleghi o se ha stimolato anche una sola buona idea, questo mi gratifica.

Ma il giorno in cui venisse meno il "divertimento", cioè la passione di "scrivere per spiegare", probabilmente farei altro.

Ma quel giorno non è ancora arrivato.
:-) Leggi questo articolo...

sabato 24 dicembre 2016

BUONE FESTE!

Quest'anno le mie feste saranno molto diverse rispetto agli ultimi anni.

E' stato un anno difficile per tanti motivi, e per la prima volta ho "sentito" i miei 50 anni. La vita ti toglie e ti da e non c'è niente da capire.
Ma c'è sempre da imparare.

E quest'anno ho imparato che quando diciamo a qualcuno che amiamo "scusami, ma ora non ho tempo", facciamo un errore al quale non c'è riparo, ma che in quel momento non siamo in grado di capire.

Lo capiremo solo molti anni dopo, quando perderemo quella persona.

Proprio per questo, augurandovi BUONE FESTE, vi auguro una cosa preziosa: di "avere tempo" per le cose che contano.


Tempo per i vostri cari, per i vostri sogni, per i vostri amori, per tendere una mano a chi può averne bisogno.

Buone Feste!


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mercoledì 21 dicembre 2016

Contenuti 4.0... cioè? Come incide la UX

Nell'ultimo post avevo indicato come la relazione "contenuto-posizione del contenuto" non sia più sufficente a fornire risposte per la Comunicazione Tecnica 4.0.
In questa relazione dobbiamo aggiungere altri elementi?

Probabilmente si e forse non siamo neanche certi di conoscerli tutti, ma un elemento è sicuramente decisivo: la User Experience (UX).





L'evoluzione della tecnologia ci ha portato dal manuale stampato ai "contenuti molecolari".

Ora dobbiamo fare un altro salto quantico: i contenuti molecolari possono essere "montati insieme" in diversi modi, secondo diverse relazioni di interdipendenza, in base al contesto, in risposta ad un evento e possono essere attivati e pre-filtrati (tipizzazione+tagging) in base all'utente a cui sono destinati.

L'esempio che sto per farvi è ispirato da una riflessione che mi è stata suggerita durante una cena a Bologna, da un Ingegnere che ha maturato esperienze significative nell'automotive.

Se compro un'automobile di fascia alta, probabilmente avrò un tablet integrato nel cruscotto che mi fornirà le istruzioni per le regolazioni e le funzionalità più comuni della mia nuova auto.

Ma queste informazioni di base, probabilmente, mi saranno utili solo nei primi giorni di uso dell'auto. Poi, una volta imparate, non dovrò  leggerle di nuovo. Perchè? Perchè la mia UX sarà cambiata.

Cosa farei seguendo un approccio tradizionale?
Forse scriverei un manuale con TUTTE le procedure tecniche per il governo dell'auto, ordinate secondo un certo indice.

Ma l'indice riflette il punto di vista dell'utente o dei diversi utenti che acquisteranno quella macchina?
Sicuramente no!

Nella migliore delle ipotesi, l'indice del manuale dell'auto sarà strutturato in base a delle "best practice" di uso comune, magari ispirate a qualche standard.
Ricordate la relazione "contenuto-posizione del contenuto"?

Che cosa dovrei fare invece se tenessi conto della UX?

Ad esempio, potrei associare ad ogni procedura un parametro di priorità del tipo:
  • le procedure per i principianti (getting started)
  • le procedure di uso comune (common use case)
Poi potrei immaginare quali saranno le domande e i dubbi più frequenti dell'utente nel primo mese (fase "pricipiante") di utilizzo dell'automobile e strutturare i suddetti contenuti per soddisfare la UX del "principiante".

In quest'ottica, quanto può essere importante definire la procedura step-by-step per smontare le candele? Direi... circa ZERO!
Perchè la probabilità di avere un problema alle candele nel primo mese di vita di una macchina nuova... è circa ZERO!!

In un manuale tradizionale, la procedura per smontare le candele probabilmente la trovate... ma quante volte avete REALMENTE smontato le candele della vostra auto?

Quello che vi ho appena raccontato è una semplificazione della FASE 1 che Marie Girard indica nel suo articolo.

Marie indica poi altre 4 fasi per poter progettare Contenuti 4.0 più efficaci.

La FASE 2 suggerisce di costruire gruppi di lavoro interdisciplianari per realizzare contenuti con un focus più effettivo sulla UX.

La FASE 3 invita ad utilizzare le macchine e l'intelligenza artificiale per migliorare i contenuti.

La FASE 4 invita ad usare "l'intelligenza collettiva" (FASE 2) per affinare strategie basate sui dati ricavati dalle macchine (FASE 3), sempre al fine di migliorare la  FASE 1, cioè la relazione "contenuto-posizione del contenuto-UX".

Nella FASE 5 dobbiamo semplicemente misurare i risultati prodotti, raccogliere feedback dagli utenti ed eventualmente correggere il tiro, iterando una o più fasi, magari cambiando il valore di alcune variabili e lavorando su cicli di processo più brevi e flessibili.

Dall'articolo della Girard emerge un'idea guida, vera oggi più di ieri:
  • i contenuti tecnici nascono ed evolvono nell'ambito di un processo più sofisticato rispetto al processo redazionale classico
  • i contenuti tecnici diventano un asset aziendale concreto e forniscono "valore aggiunto" al prodotto
  • non ci sono modelli "ready to use" che funzionano sempre ma i modelli devono essere "adattativi", cioè devono essere flessibili
Ma per oggi basta così.

A presto. Leggi questo articolo...